Quanti chilometri durano le scarpe da running? La mia esperienza

Quando è il momento di cambiare le scarpe da running? È una domanda che mi faccio abbastanza spesso. Per il mio peso ho sempre considerato i 600 km un riferimento ragionevole, ma nella pratica mi affido soprattutto alle sensazioni. Con alcuni modelli ho superato gli 800 km, con altri ho smesso di correre molto prima.
Quando comincio a pensare di cambiarle
La prima cosa che noto è l’ammortizzazione. Già intorno ai 400 km, di solito, mi sembra che le scarpe comincino a perdere qualcosa rispetto a quando erano nuove. Non significa che a quel punto siano da sostituire: spesso continuo a usarle per parecchio tempo.
Il segnale che mi fa controllare quanti chilometri hanno, però, sono soprattutto i dolori a caviglie e ginocchia. Quando comincio ad avere fastidi un po’ dappertutto, mi viene il dubbio che siano le scarpe. E molto spesso, cambiandole, quei fastidi spariscono. Non posso essere certo che la causa sia sempre quella, ma è una cosa che mi è successa diverse volte.
Per questo non ho una soglia precisa alla quale cambio automaticamente un paio di scarpe.
I chilometri che ho registrato su Strava
Registro su Strava le scarpe che utilizzo per correre e ormai ho uno storico di parecchi anni. Le Novablast sono probabilmente quelle che ho usato di più di recente: con tutte e tre le paia di Novablast 4 sono arrivato oltre i 700 km, e con una ho superato gli 800. Un paio di Novablast 5 ha raggiunto gli 862 km e lo uso ancora.
Anche con altri modelli ho corso parecchio: per esempio 815 km con le ASICS Kayano 29 e 848 km con le Mizuno Wave Paradox 5.
Sono numeri interessanti, ma da soli raccontano solo quanto ho corso con quelle scarpe. Non dicono quando ho iniziato a sentire meno ammortizzazione, né se le sensazioni durante la corsa fossero ancora buone.
Come si presentano le Novablast dopo circa 700 km

Nelle Novablast 5 della foto si vede anche un consumo nella parte interna dell’avampiede, presente su entrambe le scarpe. È un segno di usura visibile, che ho su quasi tutte le scarpe. Probabilmente il mio modo di correre le fa consumare particolarmente in quel punto ma ciò non influisce sulla loro ammortizzazione complessiva.
Le scarpe con cui non mi trovo
Non sempre smetto di usare una scarpa perché ha fatto tanti chilometri. A volte semplicemente non riesco a correrci bene.
È il caso delle Hoka. Ho provato le Clifton 8 e le Clifton 9, ma non non mi ci sono mai trovato a mio agio. Le prime le ho utilizzate per 101 km, le seconde per 378. A differenza di quello che sento dire spesso, a me sembrano molto secche, quasi come se il piede sbattesse per terra.
È una sensazione del tutto personale. Ho voluto riprovarle, ma alla fine ho sempre preferito altre scarpe.
Le scarpe da gara sono un discorso diverso
Per le gare utilizzo anche scarpe più reattive, come le Nike Vaporfly. Su queste, però, tendenzialmente faccio molti meno chilomentri perchè la perdita di reattività è più marcata.
Le Vaporfly 3 le ho ritirate dopo circa 258 km perché era la durata che mi avevano consigliato. Le Vaporfly 3 Eliud, invece, le ho smesse di utilizzare molto prima: dopo tre o quattro gare mi facevano parecchio male sotto la pianta del piede. Avevano soltanto 68 km.
Anche questo è un esempio di come i chilometri non siano sempre l’unico motivo per cui si cambia una scarpa.
E le scarpe vecchie?
Quando smetto di utilizzare un paio di scarpe per correre, non sempre lo butto. Alcune le tengo per camminare o per andare in giro. Altre finiscono nel sacco degli abiti usati, a seconda di come sono messe.
Quando vivevo in Italia avevo trovato un’associazione che raccoglieva scarpe da running usate e le spediva in Africa, dove potevano essere utilizzate ancora per correre. Mi sembrava una bella iniziativa, soprattutto per quelle scarpe che non utilizzavo più per allenarmi ma che erano ancora in buone condizioni.
Qui in Spagna ho cercato qualcosa di simile, ma finora non ho trovato nulla.
Quindi, dopo quanti chilometri cambio le scarpe?
Nel mio caso i 600 km restano un riferimento, non una scadenza. Di solito sento che l’ammortizzazione cambia già prima, ma continuo a usare le scarpe finché mi ci trovo bene. Quando iniziano a comparire fastidi, controllo i chilometri e valuto se cambiarle.
È il metodo che uso io, non una regola da applicare a tutti. Lo storico Strava mi aiuta a tenere traccia dell’utilizzo, ma la decisione la prendo soprattutto in base a come mi trovo a correrci.