Settimana di Pasqua tra Svizzera e Italia. Percorsi diversi dai soliti, sonno irregolare, ritmi non sempre sotto controllo — e due allenamenti chiave che costano più del previsto.
Settimana in viaggio, con tutto quello che comporta: orari sballati, letti diversi. Il sonno non è stato ristoratore e si sente. Le uscite facili restano gestibili, ma gli allenamenti strutturati presentano un conto più alto del solito. Il lato positivo: qualche uscita in compagnia, che alleggerisce la fatica anche quando le gambe non girano benissimo.

Ripetute: 7×1200@Z4
Il lavoro chiave della settimana. Percorso ondulato — non ideale per mantenere un passo costante su ogni ripetuta. Le prime quattro tengono. Dalla quinta in poi la situazione si complica: durante i recuperi sono costretto a camminare, non solo a trottare. Il dislivello si sente e il riposo non è sufficiente a ripristinare il ritmo per la ripetuta successiva. Sette ripetute portate a casa, ma con una gestione del recupero diversa da quella prevista.


Lungo: 14 km Z3
Tredici chilometri con l’obiettivo di restare in Z3 si sono rivelati più impegnativi del previsto. Per tre quarti dell’uscita la frequenza cardiaca è scivolata stabilmente in Z4, senza forzare il ritmo. Il contesto — gambe ancora cariche dalle ripetute, percorso non pianeggiante, settimana di recupero incompleto — spiega in parte il dato. Ma resta un segnale da tenere d’occhio.
Prossimi passi
Rientro a Barcellona e ripresa della routine. L’obiettivo è smaltire il carico accumulato e verificare come rispondono gambe e frequenza cardiaca sui percorsi abituali. La settimana di viaggio ha aggiunto variabili difficili da controllare — meglio tornare a una base stabile prima di valutare la forma reale.
Prima uscita

Seconda uscita

Terza uscita

Quarta uscita

Quinta uscita


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