
Mancano due settimane alla mezza di Barcellona, con la maratona che, per ora, resta sullo sfondo. La settimana è scesa un po’ in volume, ma non per questo è stata leggera. Anzi: il carico si è spostato più sulla qualità che sulla quantità.
Tolti i soliti lenti e il lavoro di forza, i due allenamenti chiave sono stati piuttosto chiari nel loro intento.
Il primo, 4×1000 in Z4 + 5×600 in Z5 + 2000 in Z4, è stato tostissimo. La Z5 non l’ho spinta al massimo, ma ho tenuto i recuperi alti, senza mai davvero staccare. Più che le singole prove, a pesare è stata la continuità del lavoro: poco spazio per respirare, sensazione di stare sempre appena sotto il limite.

Il secondo allenamento, 5×2000 in Z3 per un totale di 19 km, è andato decisamente meglio. Qualche minuto in Z4, ma ritmi buoni e fatica sotto controllo. Un lavoro solido, senza bisogno di forzare, che ho chiuso con la sensazione di avere spazio per qualcosa in più.
La cosa interessante è che, nel complesso, mi pare che l’allenamento stia iniziando a restituire qualcosa. Non in modo eclatante, non con sensazioni wow, ma con una maggiore stabilità: certi ritmi risultano più facili e in controllo.
Ora, nelle due settimane che restano, il lavoro è soprattutto non rovinare quello che sembra stia tornando. Monitorare freschezza e risposta ai ritmi, senza la tentazione di “provare” la forma a tutti i costi.
Prima uscita

Seconda uscita

Terza uscita

Quarta uscita

Quinta uscita


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